E’ nota a tutti la passione sfrenata dei Russi per la vodka, ottima soluzione per scaldarsi, viste le rigide temperature.

Ma ciò che molti non sanno è che l’altra bevanda principale è il .
Come rilevato da un’indagine del 2005, l’82% della popolazione fa un consumo quotidiano di tè, essendo fonte di minerali e altri nutrienti… e certamente più delicato e leggero della vodka!

Il consumo di tè è strettamente legato al caratteristico samovar (самова́р), un particolare bollitore di rame o di ottone, il cui uso risale al XVIII secolo. Un samovar tradizionale può avere un aspetto molto diverso a seconda dei tipi: a urna o a cratere, cilindrico, sferico, liscio, dorato o finemente cesellato.
Al suo interno corre una serpentina, che riceve calore da un braciere collegato al bollitore. 
Il samovar può essere piccolo e contenere 3 litri d’acqua, ma può raggiungere anche grandi dimensioni e arrivare a contenerne 30.

In passato il samovar non era un oggetto d’uso comune in ogni casa, ma rappresentava piuttosto un simbolo di benessere all’interno delle famiglie agiate. Era parte integrante della dote delle spose e veniva lasciato in eredità di generazione in generazione. Con il passare del tempo ha acquisito un posto imprescindibile nella tradizione russa e questo ha contribuito alla sua diffusione fra il popolo, malgrado il suo costo elevato. Il suo prezzo dipendeva dal peso: più pesante era il samovar, più costava.

In Russia il tè viene bevuto “forte” ma per chi ama sapori più dolci lo accompagna con una fetta di limone o di arancio. Il samovar occupa sempre la posizione al centro del tavolo che,a partire dagli ultimi anni, viene imbandito con  una grande varietà di dolci: torta tipica (krendel – кре́ндель), cioccolatini, panpepato, caramelle oppure miele e marmellate da spalmare sopra una fetta di pane; ad esempio il “baranka”(баранка), che è un tipo di panino dolce a forma di anello. Inoltre vengono spesso serviti i famosi blini (блины), i cosiddetti “pancake russi”, molto spessi e soffici, insaporiti da panna acida (ma anche da caviale) oppure i Pirojki (пирожки), fagottini di pasta che possono contenere vari ripieni salati, tipo formaggio, pesce, funghi.
Particolarmente interessante è il modo in cui in passato erano soliti bere il tè: veniva sorseggiato tenendo stretta tra i denti una zolletta di zucchero. Oggi lo zucchero viene servito direttamente dentro la tazza.

Di norma il tè viene bevuto dopo pranzo, insieme a dolce o frutta e specialmente alla sera come tazza ristoratrice. Se appunto si invitano ospiti apposta per il tè, questo viene accompagnato da una gran varietà di stuzzichini, come descritto sopra.

Riunirsi con gli amici e i familiari per il momento del tè rappresenta un importante aspetto sociale ed è un atto che viene considerato una vera e propria cerimonia. Il samovar crea un’atmosfera di calda intimità, dove ciascuno si può riposare, rilassare e fare due chiacchiere in tranquillità.
Ai giorni nostri dunque è ancora possibile concedersi un tè dal samovar (che si può comprare nei negozi d’antiquariato o in negozi specializzati) ma non rappresenta più l’elemento attorno al quale si riunisce regolarmente la famiglia. Nella maggior parte delle case è considerato un prezioso oggetto da collezione, una decorazione per gli interni. Fa parte di una delle antiche tradizioni russe oggi passate in disuso…ma che rimane sempre un piacere riportare in vita! Se infatti doveste essere invitati in Russia a prendere un tè, vi attende un’accoglienza gentile e squisita, lunghi racconti e forse persino canzoni.


Il samovar è
 stato spesso ricordato anche nei racconti dei più grandi scrittori russi, da Dostoevskij a Tolstoj:

Con un bicchiere pieno di tè e una zolletta di zucchero in bocca, è l’estasi”. Scrisse Aleksandr Puškin(Mosca 1799 – San Pietroburgo 1837)


Самовар есть самая необходимая русская вещь, именно во всех катастрофах и несчастьях, особенно ужасных, внезапных и эксцентрических”. Ф. Достоевский, “Подросток”

Il samovar è la cosa russa più indispensabile, in particolare in tutte le catastrofi e disgrazie, soprattutto in quelle più tremende, improvvise ed eccentriche”. F. Dostoevskij, L’adolescente

Il processo di preparazione del tè è particolare: sopra al samovar viene posta una teiera, denominata “ciainik” (чайник) dove viene preparato lo zavarka (заварка), un infuso molto concentrato(consiste nell’aggiunta di numerose foglie di tè in acqua bollente con un’infusione di 9-10 minuti). In seguito viene diluito con il kipjatok (кипяток), l’acqua bollente contenuta nel samovar. Al momento di servire, viene versato in tazze o in bicchieri in vetro dai manici d’argento, detti “podstakanniki” (подстака́нники). I tipi di tè utilizzati sono vari: da quello inglese che se lasciato diverse ore a riposo, diventa molto amaro, al Caravan russo, una miscela di tè neri indiani, dal sapore leggermente affumicato, oppure ad una specie di tè nero cinese, come il Keemun, accoppiato ad un tè fruttato.
Una volta funzionavano a carbone ora sono elettrici e al suo interno non si mette mai il tè Ovviamente, negli ultimi anni si è visto il diffondersi anche di samovar elettrici, che però mantengono l’aspetto tradizionale.

Curiosità

  • Attualmente i samovar più preziosi sono quelli prodotti all’inizio del secolo scorso, nelle officine Fabergé, che usavano come materie prime argento e foglia d’oro e adottavano originali tecniche di produzione.
  • Tula è il più importante centro per la realizzazione di samovar e si trova a sud di Mosca. Nel 1922 fu prodotto un samovar della capacità di 250 litri e del peso di un quintale. Il gigantesco oggetto fu donato al Presidente del Presidio del Soviet Supremo M. Kalinin. L’acqua impiegava 40 minuti a bollire e rimaneva calda per due giorni. All’epoca si trattava del samovar più grande del mondo. Oggi il samovar più grande del mondo si trova in Ucraina: pesa più di 3 quintali, è alto 1 m e 80 cm e la sua capacità e di 360 litri. Il samovar è in uso nella stazione ferroviaria di Char’kov e può servire fino a 10.000 persone al giorno.
  • Il più piccolo samovar del mondo è il “micro-samovar” alto 3,5 mm fabbricato dal fabbro V. Vasjurenko dell’Istituto della Radiotecnica ed Elettronica dell’Accademia delle Scienze dell’URSS. È ideato per portare a ebollizione una sola goccia d’acqua. Tuttavia il record assoluto appartiene al “Mancino russo”, il maestro della micro-miniatura Nikolaj Aldunin. Il suo samovar è alto solo 1,2 mm! È fatto in oro ed è composto da ben 12 parti.

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