gion-matsuri-in-kyoto

GION MATSURI

lug 26

Si è concluso da poco uno degli eventi chiave del Gion Matsuri (祇園祭), uno dei festival più celebri del Giappone,  che ogni anno si celebra a Kyōto(京都市, Kyōtoshi)durante il mese di luglio.

Durante le due sfilate del 17 e del 24 luglio, vengono presentati i carri chiamati Yamaboko o Yamahoko (山鉾). Il nome deriva dall’unione del carattere yama 山 (montagna) e del carattere hoko 鉾 (lancia), nomi dei due tipi di carro presenti. I 9 carri Hoko, che come dice il nome simboleggiano le lance che Urabe Hiramaru utilizzò contro gli spiriti maligni per scacciarli, sono i più grandi e trasportano i musicanti che durante la processione accompagnano con il konchikichin (コンチキチン), un tipo di musica tradizionale antica. I 23 carri Yama, invece, sono più piccoli e trasportano rappresentazioni a grandezza naturale di personaggi importanti e famosi.

Il Gion Matsuri ebbe origine nell’anno 869, quando l’imperatore Seiwa (清和天皇, Seiwa Tenno) decise di tenere il primo goryōe (御霊会), un rito purificatore, per bloccare la diffusione di un’epidemia. Nonostante il contagio tra la popolazione fosse conseguenza della scarsa igiene all’interno della città e la facile contaminazione delle acque, lo scoppio dell’epidemia venne attribuito all’azione di spiriti malvagi. Venne perciò invocato il divino Gozu Tennō (牛頭天王), conosciuto anche con il nome di Susanoo-no-Mikoto(スサノオノミコト), signore del mondo dei morti, dio del mare e delle tempeste. Inoltre, Urabe Hiramaru fece preparare 66 lance, una per ogni provincia del Giappone, e le fece erigere all’interno del giardino Shinsen-en (神泉苑) insieme ai palanchini divini (神輿, Mikoshi) portati dal santuario Yasaka (八坂神社 , Yasaka Jinja).

Nel secolo successivo venne poi stabilito come rito annuale e inizio ad arricchirsi grazie anche al ceto mercantile, che investì nella costruzione di Yamaboko sempre più sofisticati.

 

Si dà inizio al Gion Matsuri il primo luglio con il Kippuiri (吉符入), durante il quale tutti i responsabili si incontrano per pregare affinché il festival vada per il meglio. Il giorno successivo, poi, il sindaco di Kyōto presiede al Kujitorishiki (くじ取り式), durante il quale si decide l’ordine in cui dovranno sfilare i carri, mantenendo però il Naginataboko (薙刀鉾) al primo posto.

I palanchini divini (神輿, Mikoshi) vengono iniziati a preparare il 10 luglio. Nello stesso giorno, inoltre, vengono calati dei secchi dal ponte Shijō (四条) per prendere acqua dal fiume sacro durante una cerimonia chiamata Shinyōsui kyoharai (神用水清祓式), seguita poi da una sfilata. In serata poi i Mikoshi (神輿) vengono lavati per essere purificati con il Mikoshi-arai (神輿洗式; letteralmente “lavaggio dei Mikoshi”).

Dal 10 al 13 luglio è possibile anche girare per le vie della città e osservare come i carri prendono pian piano forma.

Sempre il 13 luglio, il bambino scelto tra i figli di ricchi mercanti di Kyōto per rappresentare la divinità chiamato Chigo (稚児) va al tempio dopo settimane di purificazione durante le quali non può nemmeno toccare terra. Viene accompagnato da altri due bambini, i Kuze komagata chigo (久世駒形稚児), che controlleranno lo Shinkō-sai (神幸祭) e il Kankō-sai (還幸祭), cioè l’uscita e l’entrata dei Mikoshi (神輿) dal santuario.

Le parate si avvicinano e nei tre giorni che le precedono, chiamati Yoiyoiyoiyama (宵々々山, 14 e 21 luglio), Yoiyoiyama (宵々山, 15 e 22 luglio) e Yoiyama (宵山, 16 e 23 luglio) durante i quali le strade vengono chiuse nel pomeriggio e durante la serata ed è possibile camminare tra bancarelle di cibo tipico (yakitori 焼き鳥, taiyaki 鯛焼き, takoyaki 蛸焼, okonomiyaki お好み焼きe molto altro) e gente del luogo in costumi tipici o con il tradizionale kimono estivo (浴衣, Yukata). Molte famiglie aprono anche le finestre delle proprie case mostrando preziosi cimeli  di famiglia, come i Paraventi da cui questo periodo prende il nome Byōbu Matsuri (屏風祭, Festa dei Paraventi).

Tra riti di purificazione, momenti di preghiera e spettacoli di musica e danze per la città, si raggiunge finalmente il momento del Yamaboko Junkō (山鉾巡行) il 17 luglio. In testa alla parata c’è il carro Naginataboko (薙刀鉾) con il Chigo (稚児) in abiti tradizionali e con un prezioso copricapo dorato dalla forma ispirata a una fenice. Quando il bambino taglia con un solo colpo la corda sacra di paglia, finalmente la sfilata dei carri può avere inizio. Più tardi, nel pomeriggio, i Mikoshi (神輿) lasciano il santuario (Shinkō-sai 神幸祭) e vengono portati in processione (Mikoshi togyo 神輿渡御).

La seconda parata di carri, chiamata Hanagasa Junkō (花傘巡行), sarà poi il 24 luglio. I carri che sfilano sono questa volta più piccoli e vengono coperti con parasole addobbati di fiori (花, Hana). A seguire i carri, però, non ci sono solo musicisti e danzatori, ma anche i bambini Chigo (稚児), che finalmente possono toccare terra, e alcune geishe (芸者) e maiko (舞妓). La serata si conclude con il rientro dei Mikoshi (神輿), il Kankō-sai (還幸祭).

Infine, il 28 luglio, dopo un secondo Mikoshi-arai (神輿洗式) si conclude ufficialmente il festival con un rito chiamato Nagoshisai (夏越祭), alla fine del quale si possono prendere amuleti contro la sfortuna.

Se già avevate voglia di andare in Giappone, perché non approfittare e visitare la bellissima città di Kyōto proprio durante uno dei suoi festival più noti? Sicuramente ce n’è per tutti i gusti, anche in fatto di cibo.

 

 

 

Lascia un Commento